Massolo_digited

Una bussola per orientarsi nel disordine mondiale

Le aziende operano su mercati globali, senza barriere, su cui sfociano crisi internazionali che mettono alla prova la loro resistenza. Non si può quindi sfuggire alle dinamiche della geopolitica, che si fanno sempre più complesse. Indaga su questo Realpolitik – Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia (Solferino, 2024) volume scritto da Giampiero Massolo, Presidente di Mundys e diplomatico di lungo corso, con incarichi passati che vanno da Direttore Generale del Dis a Presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).

Il libro apre una nuova visione che consente di capire le chiavi di volta dell’attuale scenario mondiale e come questo impatterà sul business italiano. Di questi argomenti se n’è parlato a fine marzo 2025 a Roma, all’interno di uno degli appuntamenti HR Impact Talks, gli incontri organizzati da Digit’Ed (azienda leader in Italia nel campo della formazione e uno dei maggiori player a livello europeo) nei quali si esplorano temi di rilievo nel dibattito pubblico, attraverso il confronto tra esperti e manager dell’area HR.

Il piccolo cortile con le alte mura

Uno dei messaggi principali lanciato da Massolo è stato rivolto proprio alle imprese, invitate a sviluppare una leadership lucida e pragmatica, capace di leggere la complessità che è attorno. Sarebbe, infatti, un errore credere che a governare il mondo siano solo Stati Uniti e Cina: la realtà è un po’ più complessa di quanto si pensi. E Massolo lo scrive con fermezza nel libro: “Sul Pianeta agiscono troppi centri di potere statuali e non, nessuno è in grado di dettare da solo l’agenda mondiale”. Anche perché le circostanze cambiano ormai alla velocità della luce.

Si prenda la Cina, per esempio: nel 2019 ci fu la passerella di Xi Jinping a Roma per celebrare la partnership della seta; con la pandemia, però, e le conseguenti contrazioni delle catene di fornitura mondiali e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, quel patto sarebbe stato siglato? Per Massolo probabilmente no: “In Europa e in Italia si è rafforzata una cultura della sicurezza che porta a soppesare con più cautela le forniture tecnologiche a Pechino. Gli investimenti cinesi, specie se lambiscono settori strategici, sono carenti di reciprocità e comportano oneri debitori”.

Quale la soluzione? “Costruire un piccolo cortile con alte mura”. Libero campo al mercato, ma poi è necessario proteggere gli asset che non devono finire nelle mani rivali o ne andrebbe della propria sicurezza. Il riferimento è a vari settori, in particolare: finanza, tecnologia, energia. È qui che non si può cedere e le aziende si stanno contendendo le migliori competenze nel settore IT, manifatturiero avanzato e digitale.

L’idea di Massolo per difendere i propri interessi è di diversificare le alleanze, e rafforzare i legami con altri partner europei e potenze emergenti per compensare l’incertezza nelle relazioni, tra cui quella con gli Stati Uniti. Dall’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, il contesto è irrimediabilmente cambiato: Realpolitik non arriva cronologicamente all’insediamento del tycoon, ma sembra presagire ciò che accadrò, visto che sul tema Massolo parla di “un continuo, spregiudicato gioco a tutto campo”. Per reagire, dunque, bisogna unirsi: “La frammentazione dell’Europa aprirebbe varchi agli autocrati”. E, si può aggiungere, tutto questo causerebbe un grave danno alla sicurezza: non conviene a nessuno, neppure alla politica del My country first del Presidente Usa.

Prendere le distanze dalla dipendenza

All’Europa servono investimenti massicci, che non possono andare in ordine sparso, ma devono tendere a rendere il Vecchio Continente autonomo. Anche perché i numeri non mentono: “Pechino fornisce il 60% delle turbine eoliche, l’85% dei pannelli solari e il 90% delle terre rare necessari all’Ue”. È chiaro che di fronte a questo scenario si possa rispondere solo in un modo: “Finanziamenti comuni per progetti comuni, finalizzati a una transizione rispettosa delle specificità nazionali e al riparo da eccessi di dipendenza”.

Per capire il caleidoscopio nazionale, il suggerimento di Massolo è questo: “Guardare prioritariamente agli interessi in gioco”. Perché le decisioni dei Governi, che ricadono direttamente sulla vita dei cittadini e sulle economie nazionali, sono ‘atti di sintesi’ con alle spalle un complesso di fattori. Si bilanciano gli aspetti più vari: sicurezza, difesa dalla minaccia, possibilità di cogliere opportunità. Ma oggi la difficoltà è data dal fatto che la sovranità è costantemente minacciata da chi tenta di sottrarre fette di potere. Sono le Big Tech, il denaro digitale, le grandi organizzazioni non governative, hacker o jihadisti. Solo Stati Uniti e Cina possono, però, considerarsi superpotenze; per gli altri, “lo stare al mondo comporta una visione consapevole, non ristretta a un singolo ambito geografico, ma ampia e interconnessa”. Al cui interno collocare il perseguimento dei propri interessi settoriali.

Giampiero Massolo, HR Impact Talks, Realpolitik


Ilaria Mariotti

Ilaria Mariotti

Giornalista professionista, classe 1981, di Roma. Fin da piccola ha avuto il pallino del giornalismo. Raccontare i fatti che accadevano, quale mestiere poteva essere più bello di così? Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza nel 2006 con un Erasmus a Madrid. Nel 2009 ha conseguito il master in Editoria, giornalismo e management culturale, di nuovo alla Sapienza. Nel mentre gli stage (Associated Press, Agi e Adnkronos) e i primi articoli per i giornali, quasi sempre online. All’inizio si è occupata di cultura e spettacoli, con il tempo è passata a temi economici, soprattutto legati al mondo del lavoro. Che è il settore di cui si occupa principalmente anche oggi.

Il quinto potere

Il quinto potere

/
Dopo l’elezione di Donald Trump, su Instagram si è scatenata ...
Boomer_debito

Ok boomer, grazie per i debiti

/
Cari genitori e vostri coetanei, mi sono appena laureato e ...
Digitale, istruzioni per l'uso

Digitale, istruzioni per l’uso

/
Anche le sorprese dell’ovetto Kinder si sono digitalizzate. Oggi sul ...

Via Cagliero, 23 - 20125 Milano
TEL: 02 91 43 44 00 - FAX: 02 91 43 44 24
EMAIL: redazione.pdm@este.it - P.I. 00729910158

© ESTE Srl - Via Cagliero, 23 - 20125 Milano
Web engineering and design by Sernicola Labs